Dal nord Est un esempio di teatro dell’inconsueto

Dal nord Est un esempio di teatro dell’inconsueto

Pinocchio_Marco-Caselli-Nirmal-4_LIGHTDissacriamo e non piangiamo. Preferiamo ridere prima di tutto di noi stessi. E del teatro. Concludono con queste parole, Enrico Castellani e Valeria Raimondi, la presentazione del loro impegno teatrale che si protrae ormai da diversi anni. Babilonia Teatri nasce a Verona nel 2005 da un’idea creativa di Valeria ed Enrico che, in pochi anni, portano l’intera compagnia alla vittoria di numerosi premi e riconoscimenti, per l’originalità e la sensibilità con cui trattano varie tematiche, tenendo un occhio sempre ben puntato alla realtà. Il teatro che emerge dal loro impegno è come uno specchio riflesso in cui ognuno può rivedere se stesso, in cui è possibile ridere o piangere, provare tristezza o sghignazzare beffardamente, o in cui ognuno può semplicemente prendere coscienza di non potersi tirar via da quell’inestricabile matassa che è la nostra stessa esistenza. Non vi è alcuna pretesa di oggettivare, sul palco non ci sono soluzioni suggerite o conclusioni tratte, ognuno è libero di riconoscere un frammento di sé, di familiarizzare con le proprie ansie e frustrazioni, di riappropriarsi di quella follia che siamo e che ci circonda, come tengono a precisare i due artisti. Non fanno sconti, gli autori di Babilonia Teatri, il tentativo è di restituire al pubblico una fotografia di se stesso e del mondo in cui tutti noi viviamo, un ritratto che forse a lungo tempo è stato lasciato sbiadire in soffitta. È tempo di lasciar cadere il velo pudico per raccontare ciò che siamo, chi vorremmo essere e chi non saremo mai, ecco perché i nostri artisti si spogliano, e nudi salgono sul palco, dove le domande affiorano, insieme alle debolezze e alla finitezza che ognuno di noi reca. Si definiscono un teatro pop, rock, punk ma quello che colpisce è soprattutto l’originalità del linguaggio utilizzato, in cui la parola diviene esplosiva ed esigente, quasi a chiedere che ognuno le dia un senso, ma non uno precostituito, univoco, ma il senso che vuole, che più sente vicino a sé. Niente vincoli quindi, solo libertà di significare le parole a modo proprio. I testi portati in scena da Babilonia Teatri, si arricchiscono di un codice linguistico straordinariamente originale, fatto di filastrocche, tormentoni e litanie, una musica che per certi versi possiamo definire “primitiva”, che mira a dare risalto alle immagini che via via si susseguono sul palco. Sono immagini di realtà in cui ogni oggetto, scelto e portato in scena, rappresenta esattamente se stesso, in un teatro scarno dove gli attori diventano maschere pirandelliane che annullano il singolo in nome di un sentire comune, maschere parlanti che danno voce ad una frammentarietà che rappresenta per gli autori, l’unica possibile forma di teatro, in grado di  rappresentare la realtà odierna. Pinocchio, Lolita, The End, The Rerum Natura, sono solo alcune delle opere create o rivisitate, e portate in scena dalla compagnia, opere da cui emerge un nuovo, originale e sorprendente modo di guardare alla morte, alla malattia, alla donna e al suo corpo, nuovi linguaggi e nuove prospettive con cui gli autori indagano ciò che si cela dietro le apparenze, sotto la superficie della banalità.

Foto dal sito ufficiale www.babiloniateatri.it

Info sull'autore

Maria Mannino author

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