Il rosso urlante di Chauvet

Il rosso urlante di Chauvet

Un simbolo immediato che inchioda, che non scende a compromessi. Le scarpe rosse da donna, scelte dall’artista Elina Chauvet per la realizzazione della sua installazione Zapatos rojos, determinano una reazione immediata in chi le vede ordinate in fila ma ormai vuote, senza nessun corpo dentro che le renda uniche con la sua particolarità, il suo carattere.
La Chauvet ha detto basta alla violenza sulle donne così come sa dirlo un’artista: in modo totale e senza compromessi. Il risultato suggestivo è reso da piazze nelle quali gravitano donne assenti, sterminate dalla brutalità, ma che continuano a esistere attraverso la pretesa di giustizia e attenzione rivendicata dall'artista, ma anche dalle persone che aggiungono le loro scarpe rosse come contributo per non dimenticare e reagire. Elina Chauvet ha dato il via al suo progetto artistico nell’agosto del 2009 facendolo iniziare da Ciudad Juárez “La città che divora le sue figlie”, un posto in cui, dal 1993, centinaia di ragazze sono state sequestrate, violentate e uccise. È proprio a Ciudad Juárez che è stato adoperato per la prima volta il termine femminicidio, vista la sistematicità di un’azione dedita al massacro di genere.
Il progetto, partito da lontano per arrivare in moltissime città del mondo, è giunto fino a Reggio Calabria in un fresco pomeriggio autunnale riscaldato dal rosso delle scarpe vuote. Un colore che riesce a urlare la feroce assenza di chi ormai non ha più voce.

 

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Katia Colica administrator

2 Commenti finora

sLJIbd40ePubblicato il3:14 am - Giu 21, 2017

An intlleigent answer – no BS – which makes a pleasant change

qGcSrNqCEvTPubblicato il3:32 am - Giu 21, 2017

Wow! Great to find a post kniknocg my socks off!

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