La personale di Silvia D’anna rende eterno l’attimo

La personale di Silvia D’anna rende eterno l’attimo

Come momenti incisi da non far evaporare, come se ogni attimo fotografato stia in bilico tra il reale e l’onirico.
La prova dell’esserci è però stampata sopra carte affisse sulle pareti della Bottiglieria La Cantina, a Reggio Calabria, e proposta da Silvia D’anna con la sua mostra "L’alibi e l'evidenza". Sarà il suo lavoro fotografico a comprovare la verifica del reale trovando un senso all’impietosa condanna del tempo che scorre. «Voglio fermare alcune scene in eterno – racconta D’anna – forse per aiutare la mia memoria labile.  Precaria da sempre. O anche perché la loro bellezza andrebbe perduta». Sono istanti decisivi e immutabili quelli che lei propone, eccezioni del movimento, scatti che determinano l’eternità di un istante. Un allestimento di impatto suggestivo che accompagna lo spettatore dentro un viaggio intimo, oscuro, confessato a forza di sussurri. Mentre il bianco e nero diventa suo complice (grazie non a profili netti ma, al contrario, mescolati e fluidi) si fonde e sembra nascondere i soggetti ritratti tra le sue pieghe quasi materne, a difenderli. E proprio loro, i soggetti, giusto per rafforzare la forza della fissità precaria che l’artista indaga, sono sempre inconsapevoli: «Rifiuto integralmente il fatto di mettere in posa chi ritraggo – afferma decisa – perché pretendo una naturalezza estrema e sporca, il prodotto di un attimo irripetibile».
Svelando angoli di quotidiano, quindi, il risultato si tratteggia randagio, sommerso. Restituendo l’uso istintivo e alto di un’arte fotografica che pretende di restare aggrappata a se stessa; destinata ad un’immobilità definitiva.

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Katia Colica administrator

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