Peppone e Don Camillo se le danno ancora di santa ragione…

Peppone e Don Camillo se le danno ancora di santa ragione…

pepponedoncamillo2“Ecco il paese, ecco il piccolo mondo di un Mondo Piccolo”. Con queste parole affisse su un cartello in piazza, un piccolo comune saluta i suoi numerosi visitatori. Siamo nella provincia di Reggio Emilia, precisamente a Brescello, paese di poco più di 5000 abitanti, dove le quotidiane vicende dei cittadini si intrecciano indissolubilmente con quelle di due storici protagonisti della guerra fredda, Don Camillo e Peppone, nati dalla fantasia di un grande scrittore. I due storici avversari, il sindaco comunista e il parroco della bassa padana, creati dalla fervida penna dello scrittore Giovannino Guareschi, sono ormai diventati un patrimonio storico tutto Italiano, ed è proprio qui a Brescello che dal 1951 al 1965 si girarono i cinque film della saga. È facile rendersi conto di quanto famosi siano i due leggendari amici-nemici, è sufficiente, infatti, girovagare per le vie del paese per incontrare torme di visitatori che, curiosando tra i vicoli, ricercano i luoghi che fecero da sfondo alle vicende dei due protagonisti. Nella piazza principale si trova la famosa chiesa, prima tappa per i turisti, in cui è realmente presente e visibile il famoso crocifisso parlante, quello a cui,  in tutti i film girati, Don Camillo si rivolgeva, e da cui otteneva saggi consigli per risolvere quelle situazioni in cui spesso si ritrovava coinvolto e che, non di rado, provava a risolvere in un modo tutto suo, a volte anche roteando vorticosamente per aria qualche panchina. Va ricordato, a questo proposito, che proprio il crocifisso che dialoga con il prete, fece molto irritare alcuni cristiani che parlarono addirittura di bestemmia. Ad accogliere i visitatori, di fronte la chiesa, precisamente ai due angoli opposti della piazza Matteotti , si ergono due statue a grandezza naturale che, con i cappelli sollevati, simbolicamente si salutano. Sono le statue che rappresentano Don Camillo, il prete "politicizzato", fortemente impegnato nella propaganda a favore della Democrazia Cristiana che prova, in ogni modo, a far comprendere al suo acerrimo nemico,  quale errore sarebbe aderire al comunismo, e Giuseppe Bottazzi, detto Peppone, sindaco del paese e capo della locale sezione del Partito Comunista Italiano. Curiosando ancora per le vie si arriva al famoso, e al tempo stesso minaccioso carrarmato che, precisano i brescellesi, non è esattamente quello utilizzato nelle riprese del film, ma è a quello molto simile. pepponedoncamillo1Proseguendo la gita si arriva al famoso museo "Museo Peppone e don Camillo", allestito nel Centro Culturale San Benedetto, che durante le riprese fu sede della Casa del Popolo. Le sale contengono numerosi cimeli del Don Camillo cinematografico: la moto di Peppone, il vestito di don Camillo, le biciclette usate dai due alla fine di “Don Camillo e l’On. Peppone”  precisamente dopo che il sindaco aveva rinunciato alla sua avventura parlamentare romana. 
All’interno poi, si possono ammirare numerose fotografie scattate durante la lavorazione dei film; i manifesti originali; le ricostruzioni della canonica di don Camillo e della cucina di Peppone e simpatiche locandine. Il paese è ospitale e caratteristico, e a volte sembra davvero di essere negli anni ’50, gli anni del dopoguerra, quando, Guareschi immaginava che, don Camillo e Peppone, i due antagonisti per eccellenza, senza mezze parole, al suono delle famose campane della chiesa, se ne dicevano di cotte e di crude, ma sempre nel profondo rispetto e vincolo di amicizia che li legava.  Certo era solo fantasia e questo non va dimenticato, eppure Guareschi con i suoi libri oltre ad aver ispirato il cinema, ha dato a tutti un esempio di vera politica, “pulita” e “integra”. Un modo di vivere e fare politica, da lui raccontato, ormai molto distante da noi, una politica in cui vediamo emergere l’intesa quando l’avversario si trova in difficoltà, o quando l’alluvione mette in ginocchio un intero paese, o ancora, quando una persona cara viene a mancare, e in breve, in tutte quelle occasioni in cui “i nemici politici” lottano fianco a fianco per gli stessi ideali, superiori a qualsiasi schieramento, ma comunque vicini se pur condizionati dai diversi ruoli rivestiti. Sono vecchi ideali quelli proposti dal nostro scrittore, che oggi stentano a vivere, ma indubbiamente a Guareschi va riconosciuto il merito di essere riuscito perfettamente nel suo intento: descrivere e regalare a tutti noi quel piccolo mondo di un mondo piccolo che Brescello per molti versi ancora conserva.

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Maria Mannino author

1 commento finora

iEb0r6xicJeTPubblicato il2:40 am - Giu 21, 2017

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