“Perdutamente”, storia di una malattia che si mangia il passato

“Perdutamente”, storia di una malattia che si mangia il passato

Il libroAll’inizio c’è un viaggio mai cominciato, semplicemente cercato. C’è una donna, mamma e nonna, ferma alla stazione mentre aspetta di partire verso un posto che non si sa. Per poi scoprire che la sua malattia drammatica forse vuol dire più di quanto potrebbe. Una malattia che l’autore rivela come opportunità per rispolverare l’ottimismo. “Perdutamente” è un libro che pretende la sopravvivenza dell’ironia anche quando la vita riesce a spingerla sull’orlo di un burrone chiamato Alzheimer. Flavio Pagano si ispira a una storia reale e personale, quindi naturalmente triste; ma lo fa tingendola coi colori vivi del linguaggio tagliente che lo contraddistingue, lasciando in braccio al lettore solo il retrogusto amaro della sindrome e di quello che comporta quando si impone nel quotidiano di una famiglia. Ambientato in una Napoli chiassosa e inadempiente che entra in una sorta di concorso empatico con la sindrome, il testo propone questo parallelismo teatrale fatto di pericolosità e dolcezza, di vaghezza e bellezza; raccontando quanto l’inaffidabilità delle parti malate non riesca, spesso, a farsi compensare con l’affetto. Senza cedere a sofismi o tratti compassionevoli, scorrendo le pagine si ritrova, invece, un ritratto umano sbandato e puro, nel bene e nel male. La patologia assume i propri connotati, fedelmente nella sua spietatezza, mentre i parenti cercano di compensare le mancanze della vita e della burocrazia, anche cedendo a trucchi puerili pur di rendere felice la donna che, intanto, si è trasferita mentalmente ai tempi del fascismo e aspetta di incontrare San Gennaro di persona. Fino a quando arriva la spiegazione di quella tentata partenza in una lettera scritta di suo pugno, in un tempo in cui l’amore era per lei facile da spiegare a parole. Perdutamente è un libro di umanità raccontata e per questo riesce a diventare una sorta di guida per badanti ordinari in uno Stato assente. Ché poi è il mestiere di noi tutti, nessuno escluso.

Dal libro
“Mi aveva appena telefonato un amico.
«Ho perso il treno. Ma è stata una fortuna. C’è tua madre qui con me. Sembra un po’ disorientata. Credo l’abbiano derubata.»
«Mia madre?» ripetei incredulo. Volai. Mi sentivo come una foca alla deriva su un frammento di ghiaccio del pack, circondata da un branco di orche. Decisi che avrei chiesto a mia moglie di stringere i denti e pazientare. Almeno il tempo necessario a scoprire dove mia madre volesse andare la sera in cui aveva cercato di partire. Scoprirlo, e poi portarcela davvero. Quel viaggio mancato – del quale nessuno conosceva la ragione, né tanto meno la destinazione – rappresentava il suo ultimo desiderio. Dunque era sacro. Bisognava esaudirlo a tutti i costi”.

L’autore
Flavio Pagano (Napoli, 1962) autore di spettacoli teatrali e per la tv, nel 2011 ha ricevuto il Premio speciale Elsa Morante-Isola di Arturo con il libro Ragazzi ubriachi. Per Giunti ha pubblicato nel 2012, con Alessandro Cecchi Paone, Il campione innamorato. Suona il violoncello e il piano, ha giocato a rugby.

La scheda
Titolo: Perdutamente
Autore: Flavio Pagano
Editore: Giunti
Anno: 2013
ISBN: 9788809785656
Pagine: 240
Prezzo: € 12,00

Info sull'autore

Katia Colica administrator

1 commento finora

6tW55rLwWbOAPubblicato il2:55 am - Giu 21, 2017

You’re a real deep thkiren. Thanks for sharing.

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