Radici – Oltre il visibile

Radici – Oltre il visibile

Ognuno di noi le possiede ma, come spesso accade per le forze maggiormente necessarie, non hanno bisogno un involucro corporeo, un colore o un’etichetta. Ci appartengono, sono ancore ben radicate che sostengono e nutrono. In silenzio, da dentro. Dispongono di un’energia ancestrale ma potente. Rappresentano l’origine e l’identità. Tre sole sillabe ad indicare concetti eterogenei, slegati fra loro solo in apparenza. Secondo Empedocle erano quattro (terra, aria, acqua e fuoco), costituivano il fondamento di tutte le cose e da esse fluiva l’esistenza del reale attraverso la perpetua unione e divisione delle due forze cosmiche dell’Odio e dell’Amore.
Le tre radici dell’Yggdrasill, l’albero della creazione e sala consiliare degli dei secondo la mitologia norrena, reggevano e consentivano solidità al fusto, spingendosi in diverse direzioni fra i mondi. Saldo sulle tre radici, esso produceva frutti salutari e medicamentosi, non allertato da ferro né fuoco.

foto Celeste SantisiA qualunque dottrina si faccia riferimento, la simbologia delle radici, da tempi remoti rappresentazione del mondo ctonio, è permeata da accezioni arcane la cui genesi è riconducibile alla parte più profonda della psiche.
Il fine che lo spettacolo si pone è quello di far rivivere in parte, attraverso la danza, la profondità di questi archetipi, tramite la alternanza di diversi stili: neoclassico, contemporaneo, moderno e jazz televisivo. Si esibiranno le allieve del Pre-Ballet, del I, II, III e IV Corso, sabato 2 agosto in Piazza dei Martiri a Palizzi Marina. Alcune delle coreografie non potranno che risultare familiari, grazie all’esaltazione di sentimenti universali e condivisi, come il rapporto primigenio fra una madre e i propri figli. Sarà allora che si leverà l’invisibile: in quell’istante poetico in cui il movimento del corpo e dell’anima si fondono in un moto passeggero, immanente ed eterno, capace di catturare come in sorta di una malia. Sarà lì che avrà spazio l’interpretazione: fra le linee del corpo e il frammento di illusione che il movimento avrà lasciato dietro di sé.

La vita di ognuno di noi affonda le proprie radici nell’infanzia. Celebra questo momento di passaggio l’esibizione a chiusura della serata: un’interpretazione del musical “Peter Pan”, dall’opera “Peter e Wendy” dello scrittore scozzese James Matthew Barrie. Le musiche sono tratte dal concept album “Sono solo canzonette” di Edoardo Bennato.

“Forse tutti noi saremmo in grado di volare se fossimo assolutamente certi della nostra capacità di farlo come l’ebbe, quella sera, il coraggioso Peter”. J. M. Barrie

Foto di ©Celeste Santisi

foto Celeste Santisi

 

 

Espressione Danza

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Mariafrancesca Prestinicola author

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