Sempre più artisti si rivolgono al Crowdfunding

Sempre più artisti si rivolgono al Crowdfunding

HomeProduzionidalbassoIn gran parte dei casi un disco, un libro, un cortometraggio, un film, un videoclip. Nello specifico, un cinema d’essai gratuito, attrezzature sportive per diversamente abili, il salvataggio di un sito web che sta per fallire, un progetto di sartoria sostenibile, una App per iphone con uno stadio per tifare “virtualmente”. Ma anche un pozzo, un sistema automatico per togliere i punti neri,  un apparecchio elettronico per illuminare l’interno delle borse, il prototipo di una poltrona a sfera, mille cartelli in PVC con la scritta “Io non ci sto”. C’è veramente di tutto tra i progetti in cerca di un finanziamento presenti nelle varie piattaforme attive in Italia per il crowdfunding, il metodo di raccolta fondi che spopola nella rete. Il sistema è semplice: ci si iscrive al sito web, si descrive il progetto per il quale si richiedono i fondi specificandone caratteristiche, costo e indicando una scadenza temporale. Si definiscono quindi una o più “ricompense” che vanno a chi decide di sostenere l’iniziativa. Così, ad esempio, chi si vuol far finanziare la produzione di un disco, può dare in cambio una copia dello stesso, l’inserimento del nominativo nei credits, biglietti o il pass esclusivo per il backstage dei concerti. Alla fine, se approvato dai gestori della piattaforma, il progetto viene pubblicato online e inizia la raccolta dei fondi. Se entro il termine prefissato viene raggiunta la cifra preventivata, i soldi vengono girati a chi ha proposto il progetto che così può essere realizzato, in caso contrario, vengono restituiti. Alcune piattaforme trattengono una quota dei soldi raccolti come pagamento del servizio, altre chiedono un’offerta libera, altre ancora non richiedono nessuna percentuale. Questo è, in poche parole e con le dovute variazioni a seconda dei casi, il Crowdfunding. Un fenomeno mondiale. Esistono numerose piattaforme in tutte le lingue, solo in Italia ce ne sono più di venti con migliaia di progetti proposti in cerca di finanziatori. Secondo i dati dell’Analisi delle piattaforme di Crowdfunding italiane di Daniela Castrataro (Twintangibles  & Crowdfuture) e Ivana Pais (Università Cattolica), il valore complessivo dei progetti finanziati è di oltre i 13 milioni di euro; su 8.819 approvati e pubblicati sono 2.477 quelli finanziati con successo. I risultati sono stati presentati in aprile al “TorinoCrowdfunding", giornata dedicata al tema organizzata dal Dipartimento di Economia e Statistica "Cognetti De Martiis" dell'Università di Torino e dalla Fondazione Istituto Tecnico Superiore per l'ICT della Regione Piemonte, in collaborazione con ICN – Italian Crowdfunding Network, associazione nazionale di riferimento. E i numeri sono destinati a salire visto che il fenomeno registra una costante crescita. Insomma, ne è passato di tempo da quel lontano 2005 in cui ha fatto la comparsa nel nostro Paese quella che viene indicata da molti come la prima piattaforma italiana, “Produzioni dal basso”. Da allora ne sono nate altre, alcune generaliste in cui ci si può far finanziare di tutto, altre settoriali, dedicate ad esempio solo alla musica o al cinema. E se è pur vero che non è un’usanza nuova quella di organizzare punti di raccolta fondi, è anche vero che hanno rappresentato una rivoluzione sostituire i classici banchetti nelle piazze con il web e il fatto che accanto alle iniziative di beneficenza o di solidarietà che spesso motivavano le raccolte in passato, oggi c’è chi chiede aiuto anche per progetti artistici e personali. Insomma, il Crowdfunding rappresenta per tanti artisti, non solo sconosciuti ma anche famosi, la grande opportunità di poter realizzare il proprio progetto, da quelli grandi, anche di varie migliaia di euro, a quelli più piccoli, poco onerosi. L’importante, in ogni caso, è non scoraggiarsi se ci si imbatte in finanziatori un po’ tirati, come nel caso del  progetto per un giornale che sino ad ora ha raccolto solo 10 euro da ben venti donatori (per una media di 50 centesimi l’uno!) ben lontani dall’obiettivo totale di 10.000 euro. A fronte di questo c’è però anche chi è riuscito a raccogliere ben oltre la cifra richiesta, arrivando in qualche caso anche al triplo dell’obiettivo iniziale. Proporre un progetto realistico e convincente è alla base del successo. E se c’è chi chiede la luna, c’è anche chi si accontenta, letteralmente, di un pezzetto. Girando tra le varie piattaforme di crowdfunding abbiamo trovato, infatti, chi sta provando a farsi finanziare l’esposizione di un frammento di Luna portato sulla Terra dagli astronauti dell’Apollo 17 per “rivivere le epiche avventure di conquista dello Spazio”. Chi desidera contribuire può farsi avanti, perché pure i sogni, come l’arte, vivono anche di soldi.

Approfondimenti, fonti e risorse:
ICN – Italian Crowdfunding Network
Analisi delle Piattaforme Italiane di Crowdfunding
Torino Crowdfunding

 

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Antonio Aprile administrator

1 commento finora

uoSR8lhMnBqPubblicato il3:05 am - Giu 21, 2017

Is that really all there is to it because that’d be fltbaergasbing.

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