Sirena di Barbara Garlaschelli, storia di un libro in salvo

Sirena di Barbara Garlaschelli, storia di un libro in salvo

I libri salvano, soprattutto. Ti aggrappano alla vita in maniera feroce mostrandoti strade che non sapevi di avere lì, da qualche parte. Capita anche, però, che ogni tanto anche loro desiderino essere salvati: dall'indifferenza, da uno sguardo distratto, da scelte di mercato che non capiscono. Che non sono le loro. È successo proprio in questi giorni per un libro feroce in bellezza e incanto: "Sirena – mezzo pesante in movimento", della scrittrice milanese Barbara Garlaschelli; il suo viaggio personale dell'incidente, un tuffo in mare, che la immobilizzò. Un libro che ha scritto dopo undici anni da quel momento, con la maturità della sua professione, e che l'autrice si sente addosso in maniera prepotente, nonostante le sue altre numerose pubblicazioni. Ma qualche mese fa Barbara scopre che i diritti non le verranno rinnovati: Sirena andrà al macero. Allora sceglie d'istinto di acquistare quelle copie che andrebbero fatte a pezzi: vuole salvarle. E non resterà sola: intellettuali e lettori si mobiliteranno in questo salvataggio assieme a lei. Riuscendoci.

L'operazione di salvare un libro dal macero si è trasformata in un'azione forte e importante, lo stesso libro che ha avuto ottimi riscontri di critica e di pubblico e che racconta di una linea decisiva che si è tracciata nella tua vita: quella che ha segnato la separazione tra la tua adolescenza prima e dopo l'incidente. Raccontaci qual è lo stato d'animo che si prova da scrittrice di fronte la distruzione oggettiva di un libro ancora vivo e carnale come "Sirena – mezzo pesante in movimento".
«Ciò che si prova è sgomento – anche se io sono arrivata prima che l'editore prendesse una qualunque drastica decisione – e perplessità. Sgomento perché un tuo libro – ma anche i libri degli altri, quelli che hai amato e ti hanno formato – sono parte di te; perplessità perché era un libro che andava bene e rinnovare il contratto mi sembrava quasi scontato. Mi ero sbagliata, ma alla fine è andato bene così».

Tra i tuoi libri  ancora tutti da raccontare arriva in questi giorni l'interessante edizione di “Alice nell’ombra”, già edito da Frassinelli e adesso con una veste completamente nuova a cura di Ottolibri. Che cosa ha ancora da raccontare, soprattutto, questo testo?
«Della paura di amare e, ancora più insidiosa, della paura di essere amati. Alice è una donna in perenne difesa, una donna che – fino a un certo momento della sua vita – si è lasciata vivere. È una storia di rapporti famigliari malati, tema che mi è da sempre molto caro».

Dai tuoi scritti emerge quanto la parte esperienziale sia integrante e necessaria alle storie che racconti.  Quando si scrive così intensamente come si riesce a generare il giusto distacco tra la professione e la storia?
«Con l'esperienza, il mestiere, il tempo e l'ascolto di persone di cui ti fidi che leggono il tuo testo e ti consigliano. Ma soprattutto è il tempo che conta, quello che metti tra te e la prima stesura del tuo lavoro, e la seconda, e la terza…».

La storia del libro "Sirena" è andata pressappoco così: è diventato un caso letterario, poi ha perso nella maniera in cui può perdersi una storia in mezzo a mille altre, ha combattuto, infine ha vinto: sarà riproposto da una nuova casa editrice, la Laurana. Alla luce delle produzioni di massa e spesso non mirate al valore, questa vicenda suggerisce di continuare a combattere anche al lettore che vuole la qualità, che non si accontenta?
«Il lettore, i social, hanno avuto un ruolo fondamentale in questa vicenda. Il lettore non deve arrendersi mai; i buoni libri esistono ed esisteranno sempre».

Barbara Garlachelli, milanese, ha pubblicato tra le altre cose: O ridere o morire (1995), Ladri e barattoli (1996) per Marcos Y Marcos, Quando la paura chiama (1997), L’ultima estate (1998), Tre amiche e una farfalla (1998), Marta nelle onde (1999) per EL edizioni, Il pelago nell’uovo (2000) per Mobydick, La mappa del male con Nicoletta Vallorani (2000), per Walt Disney, Alice nell’ombra (2002), Sorelle (2004), Non ti voglio vicino (finalista al Premio Strega 2010), Carola (2013) per Frassinelli.
È presidente dell’Associazione culturale Tessere Trame.
Molti suoi racconti sono stati pubblicati da Mondadori, Fanucci, Carabà, Mobydick.
Nell’ottobre 2013 è uscita la nuova edizione di Camelozampa Editore del libro Davì.
Nel 2014 è stata pubblicata la nuova edizione di  Alice nell'ombra a cura di Ottolibri edizioni.

 

 

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Katia Colica administrator

1 commento finora

yWvR0SXsq2aDPubblicato il3:49 am - Giu 21, 2017

Hey, that’s poerlfuw. Thanks for the news.

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