Un “invito al calmo viaggio”: Fabio Macagnino racconta la sua musica

Un “invito al calmo viaggio”: Fabio Macagnino racconta la sua musica

Nato a Hilden un paio di ventenni fa e arrivato in terra di Calabria adolescente, Fabio Macagnino si fa strada dove si respira arte, qualunque forma essa abbia. Dal 2008 si dedica esclusivamente al cantautorato esprimendosi attraverso un linguaggio che gli apre le porte verso il suo “sogno di far sognare”. 

Il tuo percorso formativo è un incrocio di esperienze che passano da varie contaminazioni artistiche ed espressive come il teatro e l’architettura. Quanto ha contribuito, nella tua opera musicale e cantautorale, riuscire a far convergere interessi in apparenza distanti?
Dico sempre che per fare il musicista ho studiato architettura. L’Architettura si occupa di  “Spazio e Società” e io ho cercato di tradurre in musica queste istanze. Inoltre ho avuto modo di approfondire argomenti che ancora mi interessano molto come ad esempio l’architettura spontanea oppure il “regionalismo critico”, tutti ingredienti che sono confluiti nel mio modo di intendere la musica.

Fabio Macagnino è ritenuto un artista passionale e coraggioso: non è un mistero che il suo legame con la Calabria è sganciato da logiche conservative diventando finalmente costruttivo, concreto e volto alla rottura delle barriere. Cosa porti fuori dalla tua terra ogni volta che per lavoro la lasci? E, ancora, cosa le ridai in cambio al tuo ritorno?
Potrà sembrare strano ma io della Calabria mi porto dietro una certa “normalità”. Mi piace considerarmi un europeo qualsiasi. Io non credo alla “stella gialla” che qualcuno ci avrebbe cucito addosso, spesso siamo noi che pensiamo a noi stessi come dei “diversi”. In Calabria ho potuto investire sulla mia formazione, ho vissuto in un territorio fertile, la locride che ha una scena culturale molto vivace, fatta di registi, attori, artisti e molti musicisti, molte band che propongono la loro musica senza affidarsi alle cover. Mi porto dietro quello che ho potuto imparare in un contesto con diversi festival importanti: Roccella Jazz, Kaulonia Tarantella Festival, Ai confini del Sud, festival questi che mi hanno permesso di imparare, di studiare, di “copiare”, osservare, sognare di emulare i big della musica, esattamente come un musicista che vive a Berlino, Parigi, Roma. Mi porto dietro quello che ho potuto imparare all’Università a Reggio Calabria ecc.. Sì, porto con me la normalità. E quando torno le do la mia passione.

I giovani musicisti, molto più di altri, hanno contatti diretti con il proprio pubblico. Le relazioni con gli spettatori sono molto più vivide e anche le impressioni che provengono da sotto il palco sono immediate e a portata di mano. Raccontaci come vivi i tuoi live.
La musica non è il mio fine. Per me è solo un mezzo. La cosa che più mi piace della vita è la convivialità. Per una serie di motivi ho scelto la musica come mezzo per la convivialità. Ecco come mi vivo i concerti… come un invito a fermarsi, al dolce far niente. Senza avere paura di lasciare scorrere il tempo. Come un invito ad un calmo viaggio dentro se stessi, per lasciare venire a galla sogni impolverati e desideri rinnegati. Mentre canto… sogno; e il mio desiderio è quello di far sognare.

Si è conclusa da pochi giorni, contemplandoti tra gli artisti scelti, la fase di preselezione di 1MFestival 2014, un Contest di musica che porterà tre artisti emergenti sopra l’ambito palco di San Giovanni a Roma dedicato al 1° Maggio. Come stai affrontando la bella notizia e, soprattutto, cosa immagini di poter dare in un contesto come quello del concertone storico?
Sono ovviamente contento di questa primissima fase delle selezioni, soprattutto perché ho visto molte persone coinvolte, mobilitate; e questo per me è il massimo del piacere. Affronto tutte le mie cose con il massimo dell’impegno e passione ma senza aspettative. Se veramente mi si aprisse la possibilità di suonare al concertone vorrei riuscire a riportare tutto ad una dimensione di “vicinanza” tra musicisti e pubblico. Quello che mi interessa veramente è continuare a “suonare per strada” anche suonando sui palchi.

È possibile votare Fabio Macagnino fino alle ore 23.59 del 10 aprile 2014. Il metodo scelto per le votazioni è quello dell’accesso tramite autenticazione Facebook cliccando il seguente link:

http://www.cnimusic.it/1mfestival/index.php/gli-artisti-2/fabio-macagnino

 

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Katia Colica administrator

1 commento finora

2AOJOz5YRPubblicato il3:50 am - Giu 21, 2017

Yo, that’s what’s up trluufhtly.

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